Yoga: i benefici per il corpo

Guarisci pensando positivo, mangiando correttamente e dedicandoti a particolari posizioni Yoga. Le emozioni influenzano l’ apparato digerente, il punto in cui le culture orientali, ma ora anche quelle occidentali, collocano il secondo cervello.

Lo yoga per digerire meglio

Se i cinque sensi abitano soprattutto nella mente, le emozioni rappresentano la base stessa della visceralità. L’ apparato digerente assorbe e somatizza ogni esperienza passata, presente e futura. In una particolare situazione di stress viene chiamato in causa il sistema nervoso neurovegetativo. Il nostro organismo tende a chiudersi e l’ azione digestiva subisce una sorta di black out. Lo stomaco è il responsabile della trasformazione del cibo in energia scartando i rifiuti, e qui rientra l’ importanza dell’ alimentazione.

L’alimentazione e lo yoga

Se mangiamo in modo disordinato, le funzioni neuronali del secondo cervello vanno in cortocircuito. Per prevenire il malessere che può trasformarsi in una vera e propria patologia, i nutrizionisti consigliano in caso di gastriti , di ridurre i formaggi, le carni rosse ed evitare latte e caffè. Quando invece si soffre di flatulenza sono ottime le erbe come il cumino e l’ assafetida. È bene anche eliminare i latticini, i legumi e i gambi delle verdure a foglia verde perché facilitano la formazione di gas intestinali. Molto utile in questi casi la tisana al finocchio. Per quanto riguarda la stitichezza si consiglia la Triphala, una miscela di tre frutti già esistente in commercio. Questa miscela purifica il tratto intestinale e riduce la formazione di acidità e gas. In tutto il processo digestivo non bisogna sottovalutare il ruolo della bocca, il primo anello dell’ apparato digerente; è importante, quindi, masticare bene e lentamente.

Posizioni yoga

Esistono alcune Asana (posizioni yoga) che influiscono in maniera positiva sulla digestione, attivandone il funzionamento: sono le torsioni, in particolare Ardha Matsyendrasana. In questa posizione, da mantenere per alcuni minuti, si attua un annodamento in cui il fegato, lo stomaco e l’ intestino vengono sollecitati e quindi sono costretti a produrre enzimi digestivi.

Subito dopo i pasti si può eseguire la posizione yoga Vajrasana, posizione del fulmine respirando con l’ addome per cento respiri.

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