I contratti di lavoro migliori del 2018

Se stai cercando lavoro e sono i tuoi primi passi nel mondo lavorativo, allora è giusto informarsi bene a proposito dei contratti che sono presenti sul mercato, i loro pro e i loro contro. Ecco la guida che fa al caso tuo!

La cosa fondamentale è leggere in modo completo ed attento il contratto, successivamente firmare, ma tra l’esposizione del contratto e l’eventuale firma possono passare dei giorni in cui potrai consultarti con qualcuno di specializzato e più esperto di te.

Nel contratto dovranno necessariamente esserci le indicazioni riguardanti i permessi, le ferie e lo stipendio relativo alle ore lavorative. Al contrario le forme di previdenza non sono specificate sempre nel contratto, per questo motivo prima di firmare un foglio cerca di capire e chiedere indicazioni a riguardo.

Le tipologie di contratto vigenti sono le seguenti in relazione anche alle modifiche attuate con il job Act:

  • Contratto indeterminato: il lavoratore si impegna, firmando, ad adempire alle sue mansioni e prestazioni per un periodo senza vincoli di durata. In seguito al Job Act i giovani di età inferiore ai 35 avranno una diminuzione dei contributi fiscali del 50% per un anno, i giovani di età inferiore ai 29 una diminuzione del 50% per una durata di tre anni, infine i residenti al sud Italia riceveranno una diminuzione del 100%.
  • Contratto determinato: La durata del periodo in cui il lavoratore deve conseguire le proprie prestazioni lavorative è limitato ad un tempo stabilito, il contratto avrà quindi valore in quel determinato periodo. Successivamente alla scadenza, il contratto potrebbe essere o revocato o ristabilito per un periodo seguente.
  • Contratto di apprendistato: Il datore di lavoro si impegnerà a pagare il lavoro tramite stipendio e a dare una formazione al proprio dipendente.  Da un lato il lavoratore va in contro a una formazione lavorativa vera e propria necessaria per adempire ad una figura lavorativa futura, da un lato il lavoro da apprendista è pagato molto poco.
  • Contratto di lavoro parziale: meglio conosciuto come Part-time, può essere determinato o indeterminato, ma caratterizzato da una quantità lavorativa inferiore al tempo lavorativo normale. Il lavoratore sotto contratto part-time ha gli stessi doveri e diritti di un lavoratore a tempo pieno, ma il suo stipendio sarà statisticamente in rapporto all’orario lavorativo.
  • Contratto a somministrazione: molto diffuso tra i giovani, si tratta di un contratto a tre. Ovvero, le tre parti sono colui che è alla ricerca del lavoro, l’Agenzia del lavoro e la parte che cerca il lavoratore. Il lavoratore non verrà assunto direttamente dall’azienda e in questo modo il lavoro risulterà instabile, in quanto verrà assunto mediante agenzia. Inoltre, una parte del guadagno sarà percepita dall’agenzia stessa che ha procurato il lavoro.
  • Contratto di lavoro a progetto : è una tipologia di contratto molto vantaggiosa per i datori di lavoro, in quanto non vi è un rapporto di dipendenza da parte del lavoratore. Quest’ultimo è un lavoratore autonomo che presta le proprie abilità per il progetto richiesto dal datore. Si tratta di un contratto di durata variabile, solitamente non molto lunga.
  • Prestazioni occasionali: come si capisce già dalla denominazione del contratto si tratta di un lavoro non costante nel tempo, si tratta di un lavoro più libero dal punto di vista lavorativo, ma sicuramente instabile.
  • Contratto intermittente: nel 2017 questa tipologia di contratto ha avuto un grosso incremento. Famoso anche con la denominazione Job on call, esso viene stipulato nel caso in cui un datore non sappia precisamente determinare la frequenza del lavoro da offrire, firmando il lavoratore si rende disponibile a prestare le proprie mansioni lavorative qual’ora riceva la chiamata del suo capo.

 

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