Beauty e crisi: la cosmetica tiene il mercato?

Lo sapevate? In tempi di crisi aumentano vertiginosamente le vendite di… rossetti! Un modo per gratificarsi e sentirsi meglio con una piccola spesa, di quelle a cui noi donne non sappiamo rinunciare. E forse è proprio per questo motivo che l’industria cosmetica, a differenza di tanti altri settori, sembra tenere bene contro le difficoltà del momento.

I dati sul settore della cosmesi in Italia

Anche se il Natale 2017 si prospetta difficile per molti settori del “lusso”, per la profumeria e lo skin care ci sono ancora buona prospettive di crescita. E l’intero settore ha chiuso il 2016 con un +3%, anche se alcune grandi aziende prevedono crisi e tagli nel 2009. Tutto ciò ci invita a qualche riflessione, a noi appassionate di cosmesi. Qualcuno ritiene scandaloso che si rinunci magari ad una bistecca per comprare un prodotto frivolo ed “inutile” quale una crema o un profumo.

Il consumismo ha colpito ed affondato il mondo della cosmetica?

Siamo tutte vittime di un vizio consumistico? Non riconosciamo più una scala di valori sensata, obbediamo a bisogni indotti anche quando fatichiamo ad arrivare alla famosa quarta settimana? Sentiamo insomma scioccamente il richiamo del “lusso” pur se non ce lo possiamo permettere?

Non è affatto detto. L’esagerazione è sempre sbagliata, buttar via soldi per collezionare cinquanta ombretti o cento profumi è forse un’abitudine destinata a sparire, ma molti non capiscono che la cosmetica è per le donne una vera necessità. D’altronde, lo è da millenni: non certo una recente abitudine globalizzata! E quando si deve stringere la cinghia, sempre più ci si aggrappa a quei piccoli piaceri, quelle piccole coccole, quelle confezioni luccicanti che ci fanno sentire belle e curate.

Diceva Francoise Sagan che se si deve piangere, è meglio piangere in Jaguar. Non è il sicuramente nostro caso: ma se dobbiamo fare sacrifici, ci piace farli sentendoci belle. Saranno sicuramente un po’ meno dolorosi…

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